IL CIMITERO DI OLOGRAMMI

Paul è nella fila di attesa per entrare al cimitero. Vuole finalmente provare l’esperienza raccontata dagli amici qualche settimana fa.

- “Vedrai che ti piacerà!”, gli dice la ragazza Alyssia che aspetta con lui pazientemente.

- “Lo spero, sai sono sensibile io”, scherza Paul.

- “Mi hanno detto che qualcuno ha quasi vomitato su una tomba ma solo perchè aveva bevuto”.

- “Rassicurante”, gli risponde Paul.

La serata è già iniziata da un pezzo, la musica si propaga fino a loro. I biglietti si sono venduti online già da mesi prima e loro sono stati fortunati a poterne riservare due. Tuttavia entrambi hanno dei biglietti ad un accesso “esperienza semi-completa”. Il prezzo dei biglietti per “esperienza completa” erano troppo costosi quando si erano finalmente decisi di partecipare. Le storie che giravano sui social network sull’esperienza erano contraddittorie, aumentando il fascino e la voglia di saperne di più. Paul conosceva il cimitero dove si svolgeva l’evento della serata. Era il cimitero del suo villaggio, dove era cresciuto prima di trasferirsi in città qualche anno fà. Li erano sepolti i suoi due nonni, uno zio e qualche altra persona che aveva conosciuto direttamente o indirettamente durante l’adolescenza. Aveva fatto circa sessanta chilometri stasera per accontentare Alyssia nel partecipare all’evento. Lei era super eccitata anche perchè era la prima volta per lei di entrare in un cimitero cattolico.

Finalmente era il loro turno. Paul stringe delicatamente la mano alla ragazza. Varcano la soglia di entrata dopo i controlli iniziali e le firme per la rinuncia della responsabilità in caso di eventi traumatici o altro.

- “Buon divertimento ragazzi! È cercate di uscirne vivi!”, scherza l’uomo della sicurità.

All’ingresso un pannello luminoso descriveva l’esperienza al pubblico:

- “Benvenuti all’esperienza dell’anno. Avrete l’opportunità unica di incontrare persone, amici, conoscenti, sconosciuti e semplicemente esseri umani morti e ricostruiti grazie alla raccolta dati incrociata di social network, esperienze fatte da loro, testimonianze di vivi, dati automatici e pubblici. Ma niente paura! Sono degli ologramma che hanno voglia di divertirsi con voi. Dategli l’opportunità di essere felici per una serata. Siate felici con loro”.

L’ingresso era scandito da pannelli di spiegazione dell’esperienza semi-completa. Nessun informazione era fornita sull’esperienza completa. Le hostess erano giovanissime ragazze e ragazzi pronti a versare dei cocktail ed erba sintetica legale. Dopo qualche cocktail decidono di lanciarsi alla caccia degli ologrammi.

- “Sarà divertente vedrai! E poi ci sono anche Christiana et Alex che sono già arrivati da un pezzo”.

Varcato i cancelli, si ritrovano in un dedalo di corridoi di tombe. Era la parte nuova del cimitero, dove le tombe erano allineate su un muro. Una massa di giovani camminano veloci per avviarsi alla pista, la zona più vecchia del cimitero.

- “Dai vediamo un ologramma da vicino!”, grida Alyssia.

Si avvicinano ad una tomba dove diversa gente era già radunata. Scorgono da lontano la figura blu dell’ologramma.

- “Ecco, ecco! Hai visto? È una donna! E danza e parla anche!”

La figura ricostruita è una donna di mezza età, indossa gli stessi abiti della foto della tomba e la stessa acconciatura. Il viso è anche realistico, con la stessa espressione. Si muove sullo spazio della tomba e danza con il gruppo, raccontando a tratti la sua storia di vita e di morte. Il pubblico è deliziato per lo spettacolo della tecnologia che ridà voce ai morti. Alyssia esclama:

- “È fantastico! No? Sembra quasi vera!”

Il loro biglietto gli dà la possibilità di circolare liberamente nell’area centrale del cimitero. Quasi tutte le tombe hanno un ologramma corrispondente: vecchi, giovani, donne, bambini ricostruiti sulla loro tomba che danzano seguendo la musica, raccontando ininterrottamente la loro storia. Gli ologrammi sono programmati per danzare con il pubblico, per divertirsi e far divertirsi. L’effetto finale è di una miriade di ologrammi blu che si muovono a ritmo di musica accanto a fiori e crisantemi, in un’euforia collettiva. Il pubblico è estasiato e si lascia coinvolgere nella nuova frontiera del divertimento. L’alcool scorre a fiumi, alcuni fumano delle sostanze sintetiche per aumentare l’eccitazione.

I ragazzi vanno a caccia di ologrammi di giovani donne carine per poter danzare con loro, fare foto e video per i social network, passare attraverso gli ologrammi e ascoltare a tratti la loro storia. Gli uomini maturi si intrattengono con piccole adolescenti carine. Alcune donne sole vanno alla ricerca di uomini dal volto tenebroso e profondo, sperando magari di poterli conquistare. Gli ologrammi di vecchi e di vecchie sono presi d’assalto da gruppi di giovanissimi adolescenti troppo prematuri per essere attratti dalle donne e che preferiscono poter fare battute volgari tra di loro. Tutti trovano gli ologrammi affascinanti, quasi più interessanti dei vivi che sono li’ a partecipare con loro all’esperienza collettiva.

Alyssia si muove anche lei euforica tra una tomba e l’altra ascoltando i racconti di alcuni ologrammi che la colpiscono per il loro volto espressivo.

- “Ho voglia di conoscere qualcuno di interessante stasera”, scherza con Paul.

Ben presto ha gli occhi lucidi e versa anche qualche lacrima all’ascolto di una storia di una donna ologramma. Tuttavia le lacrime sono presto cancellate dal riso provocato da un altro ologramma. Alyssia è completamente trasportata dal flusso di emozioni e sensazioni in cui è immersa, il tutto amplificato dall’alcool, dalla musica e dall’eccitazione collettiva. Tutti hanno la consapevolezza di star partecipando ad un’esperienza unica.

Paul è un po’ sorpreso per la tecnologia proposta, essendo appassionato di informatica. “In fondo è un idea interessante”, si dice. Aveva già partecipato a diverse esperienze con gli ologrammi ma nessuno in un contesto originale dove immergersi intensamente. Mentre passeggia tra le tombe, cerca di studiare il sistema di attivazione degli ologrammi, come è stato possibile programmarli, raccogliere i dati sulle storie individuali e renderli così realistici. Unica cosa che li distingue dagli esserei umani è lo spazio di azione della larghezza della tomba e il colore blu dalla testa ai piedi. Paul segue con lo sguardo Alyssia, che ha raggiunto la coppia di amici Christiana et Alex. Li vede scoppiare a ridere, danzare e muoversi con gli ologrammi. Lui non riesce a rilassarsi a differenza di Alyssia. Cresciuto nel villaggio, ha paura di incrociare un volto di ologramma di qualcuno che ha conosciuto. Per questo si muove lentamente tra una tomba e l’altra e cerca di evitare incontri non previsti.

Con l’avanzare della serata, l’alcol rende ben presto tutti più volgari e disinvolti, dimenticando pian piano la sacralità residua del posto.

- “Ehi bel ologramma, danza per me”, scherza un adolescente verso un ologramma di giovane donna dai lunghi capelli lisci.

- “Ma dai è una morta, non vedi?”, gli rimprovera una ragazza del gruppo, continuando anche lei a ridere.

Molti sono coinvolti a danzare e ridere con gli ologrammi. Alcuni sono immersi in pianti isterici all’ascolto delle storie triste di alcuni ologrammi.

- “Andiamo a esplorare un’altra zona” invita Alex al gruppo.

- “No, no, non abbiamo il diritto”, dice Paul con serietà.

- “Ma si, dai, io ho già ascoltato la storia degli ologrammi in questa zona”.

- “Si anche io”, dice Alyssia.

- “Sono curioso di sapere cos’è l’esperienza completa. Possiamo provare a entrare nel settore B e se ci scoprono possiamo dire di esserci sbagliati”.

- “Si, si, buona idea Alex”.

- “Il secondo settore è subito dopo la zona dell’alcool. Mettiamoci in fila per bere, facciamo il giro dello stand e poi svincoliamo nel settore B. Facile no?”.

Paul non ha voglia di ascoltare Alex e di seguire sempre i suoi inviti alla trasgressione. Preferisce di lunga quando passare del tempo da solo con Alyssia. Doveva non partecipare mai più agli eventi dove c’era anche lui. Si mette controvoglia in fila con gli altri. Ad un certo punto, si distrae e li perde di vista.

- “Cosa faccio adesso? Vado o li aspetto qui? Se non vado, Alyssia mi prenderà per solito vigliacco di sempre! Maledetto Alex e le sue idee!”

Mentre decide cosa fare, le hostess sono distratte per applaudire l’ingresso dall’ospite ologramma sul palco: la personalità più importante del cimitero. Lui decide in quel momento di fare un salto ed entrare di corsa nel settore B, separato da una spessa tenda di plastica.

Subito è meravigliato dal silenzio assoluto del posto e dalle luci basse e rare. Prende del tempo per abituarsi all’oscurità. Il cimitero in questo settore sembra nello stato originale, senza essere stato allestito per accogliere l’evento. Poi inizia a cercare gli amici mentre abituta gli occhi al buoi e grida il loro nome. Nessuno gli risponde. Prova con il telefono ma non prende. Fa un po’ di passi in avanti e comincia a distinguere degli ologramma accanto alle tombe. Solo che questa volta non c’è musica e gli ologrammi sembrano tetri e spenti accanto alle tombe, illuminati solo dalle piccole luci gialle. Paul decide di uscire dal posto, che non gli piace affatto. A fatica riesce a identificare con lo sguardo dov’è il tendone di plastica che serve come separazione tra i due settori. Accelera il passo per poter raggiungere l’uscita. Tuttavia mentre volta la testa, lo sguardo cade su un viso di ologramma seduto su una tomba. Si tratta dello zio paterno morto di infarto.

- “Cavolo, no!” Si dice Paul a voce bassa, quasi per rispetto dell’ologramma. “Oh, no, no, non mio zio! Non può essere vero”.

Paul si blocca e non riesce a muovere le gambe. Deve andare a salutare lo zio, non può uscire di lì facendo finta di non aver visto niente. Fa qualche passo nella direzione del ologramma che sembra che si rianimi e si volge a guardare nella sua direzione.

- “Ciao zio, sono io tuo nipote Paul!”

- “Ciao Paul, come stai?”

- “Sai rispondere?”

- “Si siamo degli ologrammi più avanzati rispetto al settore A”.

- “Ma come è possibile?”

- “Possiamo connetterci con il sistema emotivo e cognitivo originale, sulla base di algoritmi complessi. Ricordi, ho donato gli organi alla morte, compreso la sperimentazione sul mio sistema nervoso”.

- “Affascinante….e come stai?”

- “Bene, siamo qui per poter discutere con te”.

- “Si, ehmmm”, dice Paul che non riesce a immaginare quale tipo di conversazione dovrebbe fare con un ologramma. Ricorda di non aver mai parlato troppo con suo zio anche da vivo…

- “Come sta la famiglia?”

- “Tua figlia, sta bene. Si è sposata e ha avuto un nipote”, racconta Paul sollevato di sapere qualcosa di sua cugina, grazie alle informazioni ricevute da sua madre. Non ha idea di quanti anni sono che non vede la cugina…..

- “Bene, bene. E tu come stai?”

- “Io, ok. Ho finito gli esami all’università, ho una ragazza…”

- “E non ti andrebbe di essere anche tu un ologramma?

- “Ehmm per essere ologramma, sai zio…”. Paul è sorpreso dalla domanda. Non riesce a comprendere se lo zio stesse veramente invitandolo a morire.

- “Sai, prima o poi tutti diventeremo ologrammi. È la nuova frontiera della scienza, è il futuro. Il tuo futuro può essere già adesso. Perchè aspettare?”

- “Ehm zio, io, dovrei, sai…’’ balbetta Paul che comincia a sentirsi a disagio. Si guarda intorno e si accorge che gli altri ologramma hanno lo sguardo rivolto verso di loro. Sembra quasi che ascoltano la loro conversazione. Poi cerca con lo sguardo se ci sono altri partecipanti vivi nel settore. Possibile che non ci sia nessun altro? Il prezzo del biglietto era eccessivamente elevato ma il settore B era presentato come l’evento VIP della serata. Era sicuro che tutti i biglietti erano stati riservati. E perchè Alyssia e gli altri non erano li? Era stata una loro idea di venire nel settore B. Lui non voleva neanche metterci un piede. Doveva parlarne ad Alyssia di questo aspetto. Non sopportava che la sua volontà era ogni volta messa in discussione di fronte alle scelte e alle preferenze degli altri. Doveva decidersi una volta per tutte ad affermarsi in maniera risoluta quando voleva dire no e non seguire sempre gli altri in idee che non condivideva.

- “Non preoccuparti Paul. So bene come ti senti. Siamo qui per divertirci. Ti sto’ invitando a fare un’esperienza unica e irripetibile. A far parte di noi tutti”.

Mentre lo zio diceva queste parole gli ologrammi sulle tombe si alzarono e cominciarono a dirigersi verso di lui. “Gli ologrammi sono solo proiezioni, non possono farmi niente”, pensa Paul. Però vedere la massa di ologrammi che si ammassa accanto a lui cominciava a renderlo nervoso e improvvisamente inizia ad entrare in panico.

- “Andatevene, andatevene. Che cosa volete tutti?. Zio, zio….”

- “Tuo zio per me è solo la terra su cui mi alzo, è il sistema che mi da la linfa, è un sistema intelligente che mi alimenta. Per me tuo zio non è nient’altro”, dice l’ologramma guardandolo dritto negli occhi.

- “Io, io….cosa volete da te?”

- “Abbiamo tutto quello che si possa desiderare. Abbiamo la cognizione, abbiamo le emozioni, abbiamo il movimento nel flusso collettivo, abbiamo la rappresentazione complessa. E possiamo fare molto più di voi: usiamo l’intelligenza collettiva per pensare e agire, la comunicazione a distanza e la telepatia tra tutti gli ologrammi del cimitero. Siamo collegati e generati dalla stessa banca dati. Siamo uno solo e mille. Ora vogliamo solo un sistema vivente che sia per noi corpo per agire per noi. Sei tu il nostro esperimento”.

Paul non comprendeva tutto quello che stava dicendo l’ologramma dello zio. Si sofferma istintivamente a scrutare il volto blu per ritrovare nella memoria delle tracce di ricordo del viso che conosceva. I lineamenti gli sembrano così famigliari, così rassicuranti. In quell’attimo di riflessione la massa degli ologramma lo circonda silenziosamente. Lo zio si muove per raggiungerlo di fronte, andando oltre la zona della sua tomba. Paul è si rannicchia su se stesso e si agita, senza riuscire a muoversi. Ha paura di toccare lo zio e di essere toccato. Stringe i denti e resta in apnea in attesa. Poi sente gli ologrammi che iniziano a gridare in maniera confusa e alcuni iniziano a correre verso una direzione opposta a lui, quasi a impedire un’azione in corso. In testa alla corsa degli ologrammi intravede due figure che gli sembrano familiari.

- “Nonno Paolo e nonna Aurelia!”, gridà Paul, mentre li vede muoversi di corsa verso dei pannelli di controllo elettrico.

Improvvisamente tutti gli ologramma scompaiono. Delle luci di emergenza sono accese in tutto il settore B. Riconosce il tendone dell’uscita. Prende coraggio e si avvia di corsa. Nel settore A è il caos: gli ologramma sono scomparsi, le luci di emergenza accese, la gente è invitata a uscire dal cimitero a causa di un blackout generale. Paul ha ancora le gambe che gli tremano. Inizia a seguire la massa in maniera inerte. Mentre passa nel corridoio iniziale fatto di mure di tombe lo sguardo cade su una mini tomba. É la tomba comune dei due nonni. Con sopresa, nella foto sulla tomba c’è anche lo zio, al centro dei due nonni e che sembra quasi costretto a stare seduto, tenuto fermo dalla mano dei due nonni sulla sua spalla. Loro gli sorridono sereni e soddisfatti, quasi come dopo aver concluso un’azione di salvataggio.

- “Ehi allora sei qui?”gli dice Alyssia raggiungendolo da dietro. “Non ti abbiamo più visto. Mentre eravamo in coda abbiamo incontrato degli amici, ci siamo distratti e poi non ti abbiamo più visto. Siamo restati nel settore A a cercarti tutta la serata. E abbiamo scoperto che nel settore B non hanno venduto neanche un biglietto quando si è saputo che era per un progetto sperimentale senza alcun divertimento!”.

- “Grazie nonni”, mormora Paul a bassa voce prima di uscire dal cimitero.

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